| Ergonomia | ||||
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Ogni ambiente lavorativo è caratterizzato da due elementi principali: contesto (componente strutturale) e comportamento (componente variabile). Un’attenta analisi del posto di lavoro è indispensabile per creare le condizioni ottimali, in cui l’individuo e/o il gruppo di lavoro possano esprimere il massimo rendimento a breve e lungo termine, senza conseguenze negative per la salute. Cenni storici
L'ergonomia è una disciplina che ha come oggetto l'attività umana in relazione alle condizioni ambientali, strumentali e organizzative in cui si svolge. Il fine è l'adattamento di tali condizioni alle esigenze dell'uomo, definito dalle sue caratteristiche e dalle sue attività.Nata per studiare e far rispettare nella progettazione una serie di norme che tutelano la vita del lavoratore e accrescono l'efficienza e l'affidabilità dei sistemi uomo-macchina, l'ergonomia ha allargato il proprio campo di applicazione in funzione dei cambiamenti che sono sopravvenuti nella domanda di salute e benessere.L'obiettivo attuale è quello di contribuire alla progettazione di oggetti, servizi, ambienti di vita e di lavoro, affinché rispettino i limiti dell'uomo e ne potenzino le capacità operative. L'ergonomia si alimenta delle acquisizioni scientifiche e tecnologiche che permettono di migliorare la qualità delle condizioni di vita, in tutte le attività del quotidiano.Nata ufficialmente nel 1949 per utilizzare al meglio le risorse umane in campo militare, rappresenta oggi la metodologia scientifica più moderna ed efficace per l'analisi e la progettazione di oggetti, ambienti e servizi rispondenti alle reali necessità dell'utente.Lo sviluppo tecnologico ha aumentato notevolmente la complessità d'uso degli oggetti che ci circondano. Non bisogna stupirsi quindi se gli utenti sono stanchi di dover utilizzare oggetti "difficili". Questa difficoltà nell'interazione con i prodotti rende necessario un intervento analitico che riveli gli errori di progettazione e i criteri per ottenere oggetti "più facili", maggiormente aderenti al fattore umano. La sicurezza è un requisito base dell'ergonomia che ovviamente ne richiede altri (adattabilità, comfort, adeguatezza all'uso, flessibilità, ecc.) ma non può prescindere dalla prima.
Ne deriva che l'ergonomia incorpora, tra gli altri, non solo concetti ma anche le procedure e i metodi di analisi e di intervento della sicurezza, sviluppandosi alla luce di mutate esigenze di tutela che comprendono non solo all'assenza di danno, ma la promozione del benessere e della salute al massimo grado tecnicamente e organizzativamente possibile; ciò con specifico riferimento alle normative ISO, UNI e più in generale alle direttive europee e alle norme di buona tecnica. ObiettivoSi vuole essenzialmente migliorare la qualità di vita del personale eliminando da una parte le cause “banali” di disturbi e dall’altra migliorando la consapevolezza del singolo. In questo modo si intende ridurre le assenze lavorative dovute al mal di schiena, al mal di testa e per problemi agli occhi o di vario genere, in stretta relazione ai presupposti materiali e comportamentali. L’azione si svolge su due fronti: 1. adattamento della postazione lavorativa alla persona 2. sensibilizzazione e promozione di un comportamento consapevole Svolgimento
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